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9 agosto 2006


Israele Libano, riflettere

Riprendo a postare su il cannocchiale prendendo spunt da una mail che mi è arrivata sulla qustione israelo palestinese e che mi ha costratto a tirare su la testa dalla sabbia. di solito ce la caccio ogni volta che la questione si fa seria per codardia intellettuale. Sono un ottimista e le mie idee in materia di conflitti finiscono sempre con la stessa conclusione. Dall'inizio del primo conflitto del Golfo è iniziato un ciclo storico che ci porterà la guerra sempre pià vicina.  Non ci sono santi.
Comunque a parte le mie idiozie geopolitiche ho deciso di pubblicare la mail e invitare tutti quelli alla quale la noltro a direa la loro proseguendo la catena e fermandosi a commentare qui sul blog. Speriamo ne venga fuori un dibattito interessante.
Un saluto.


Ricevo la seguente e mail sulla situazione israelo libanese, la inoltro aggiungendo cosa ne penso adesso, per quello che può servire e sperando che mi venga concesso il beneficio della neutralità. Almeno facciamo una catena di S.Antonio pensante.  Pubblicherò la catena su questo blog, quindi se volete contribuire oltre a far circolare la mail http://www.scriptavolant.ilcannocchiale.it/
Nonostante in questi tempi ci si debba schierare per forza, così pare, preferirei rifletterci su. Su un punto sono convinto. Israele, la comunità internazionale, ogni singolo individuo deve cominciare a chiedere un intervento serio, potente, coercitivo sulla Siria e Sull'Iran, anche a costo di pagare il petrolio necessario per il proprio SUV 900 dollari al barile. Una vita, israeliana, paelsitnese, libanese, irachena, una vita credo ne possa valere molto di più.
Se il papa dice fate cadere le armi io aggiungo "andate a piedi".

Detto questo che riassume tutto il successivo pilotto vi prego di leggere tutta la mail o buttarla via. L'argomento richiede impegno e non si puà afforntare a tozzi e bocconi.

La situazione è complessa e calda. Israele ha ragione da vendere ma mi permetto di osservare solo alcuni marginali aspetti relativi alla politica e alla comunicazione che oggi per altro sono inscindibili.
Senza voler dare ragione all'una o all'atra parte, non ne avrei gli elementi, quello che mi sembra ovvio è che nella percezione dell'opinione pubblica occidentale, in parte ipocrita in parte influenzata e manipolabile, la reazione di Israele è esagerata. Non sto dicendo che è così ma che questa sia la percezione è un fatto.
La solidarietà tra gli abitanti di israele è un fatto positivo e naturale ma alcuni aneddoti riportati nella e mail rischiano di incrementare la percezione falsata della realtà.
A fronte di raid aerei e morti civili (che anche se inevitabili date le abitudini di hezbollah ed il suo radicamento sociale) opporre la generosità di telegornali gratis via umts o la cioccolata ai soldati non mi sembra un'ottima scelta.
Ti dirò di più. Sembre attraverso la lente distorta dell'opinione pubblica occidentale, specie in quella ipocrita e a volte antisemita, la soliderietà tra persone civili assume i caratteri del complotto sionista. Gli ebrei si aiutano tra di loro, lo fanno ora e lo hanno sempre fatto. Questo finisce per pensare la gente. E tu lo sai meglio di me.
Il problema politico è sotto gli occhi di tutti. Si chiama siria, iran e si alimenta di petrolio, quello che spinge le nostre economie e nel quale nuota il nostro stile di vita.
A questo punto davanti al televisore in un qualsiasi angolo dell'occidente esistono tre tipi di telespettatori.
Quello che non capisce assolutamente un cazzo di tutto ciò e da retta a IVA Zanicchi o al Pippo Baudo di turno.
Quello Che capisce benissimo e dice: Il petrolio sta finendo, io c'ho il suv, l'aria condizionata,, due case, sto per partire per le vacanze, c'ho due amanti e quattro figli e tutto questo volgio continuarlo ad avere. In fondo gli arabi sono dei troglogoditi, fanatici, teste di cazzo. Andiamo e spianimoli tutti. Quel che resta del petrolio è nostro e fanculo a tutti. La posizione, se non rispettabile è quanto meno coerente ed è anche quella che ha fatto al storia dell'uomo fino ad oggi.
In ultimo ci sono quelli che pensano, e sono in pochi ad avere il coraggio di mettere in pratica il pensiero, la seguente cosa:" o ci mettiamo in testa che tutto ciò che dipende dal petrolio lo dobbiamo faticosamente riconvertire in fonti energetiche alternative mandando a puttane per un paio di generazioni il benessere così come lo conosciamo adesso oppure finiamo in una guerra mondiale che se sopravviviamo (sempre che no buttino la bomba) ci ritroviamo con il culo per terra lo stesso e soprattutto incolpevoli complici di una politica di dominio coloniale. Filgi di un brutale atto di forza. Dico incolpevoli perché allo stato in cui siamo non è un problema di responsabilità individuale ma collettiva.
Il problema è che la politica, locale e mondiale, dà voce ai secondi ma rappresenta i primi. Ergo il mio proverbiale ottimismo mi spinge a considerare il futuro come un futuro di guerra. Tutti contro tutti.
Alla fine bisogna togliersi le ipocrisie di dosso ed avere il coraggio di dirlo: "spianiamoli tutti, siria e iran, dagli all'arabo e vinca il più forte".
Per chi come me sente il peso di questa situazione e manderebbe volentieri a puttane lo stile di vita iper consumistico non resta che pensare a come scrollarsi di dosso l'ipocrisia senza diventare complice di atti di imperialismo (parola ormai caduta in disuso ma efficace). E' un dilemma a cui non so dare risposta e che mi fa sentire sempre più piccolo, talvolta annichilito.
E' un dilemma che mi piacerebbe comiciasse a circolare insieme alle e mail pro e contro l'una o l'altra parte e al quale qualcuno rispondesse senza orpelli ideologici e religiosi.

Nel dire la mia spero che mi venga concesso il beneficio della neutralità.
Nonostante in questi tempi ci si debba schierare per forza, così pare, preferirei rifletterci su.
Su un punto sono convinto. Israele, la comunità internazionale, ogni singolo individuo deve cominciare a chiedere un intervento serio, potente, coercitivo sulla Siria e Sull'Iran, anche a costo di pagare il petrolio necessario per il proprio SUV 900 dollari al barile. Una vita, israeliana, paelsitnese, libanese, irachena, una vita credo ne possa valere molto di più.
Se il papa dice fate cadere le armi io aggiungo "andate a piedi"

> -
> >
> >Quello che c'e' scritto in questa email, probabilmente molti
> di voi lo sanno
> >gia', ma a volte una rinfrescata fa bene. Molti altri invece
> no, e questa
> >email e' diretta principalmente a loro. E' un po' lunga, lo
> so, ma ho un
> >sacco di cose da dire, e vi sarei molto grato se riusciste
> ad arrivare alla
> >fine. Se no... vabbe', ci ho provato.
> >
> >Vorrei raccontarvi quello che vedo in queste settimane, che non sono
> >esattamente un periodo tranquillo, sperando che la mia email possa in
> >qualche modo chiarirvi le idee su quello che sta succedendo
> qui in israele,
> >e che in gran parte dei casi, non vedrete e non sentirete
> raccontare alla
> >televisione.
> >
> >Quello che vedo qui e' una serie di controsensi imbarazzanti per ogni
> >societa' che si definisca civile. Ma andiamo con ordine.
> >
> >18 giorni fa, un commando di miliziani hizballah sconfinano
> dal sud del
> >libano in territorio israeliano, rapiscono dei soldati
> israeliani e tornano
> >a casa. Israele alza la voce e per tutta risposta dal sud del libano
> >cominciano a piovere missili come se li regalassero da macdonald.
> >
> >Quello che ho visto dopo, e' quanto di piu' vicino ad una
> barzelletta io
> >riesca ad immaginare.
> >
> >Ho visto che oggi, dopo circa 1600 missili (lo sapete quanti
> morti e danni
> >fanno 1600 missili ?!?!?) tirati su israele, ancora in giro
> per il mondo
> >c'e' chi dice che la reazione di israele e' "sproporzionata".
> >
> >Ho visto che la mlizia hizballah, dopo essere stata
> condannata dall'onu come
> >organizzazione terroristica, e dopo essere stato imposto,
> sempre dall'onu,
> >al governo libanese di estirpare il movimento dal suo
> territorio, viene
> >lasciata libera di tirare missili su chi vuole, senza che il suddetto
> >governo libanese si preoccupi minimamente di intervenire.
> Ovviamente l'onu
> >non fa un fiato.
> >
> >Ho visto che i governi del G8 (a parte gli USA) non si sono posti
> >minimamente il problema di chiedersi che cosa stia succedendo.
> >
> >Ho visto che e' stata organizzata a roma una conferenza per
> discutere la
> >crisi al confine israele-libano. I libanesi hanno detto "se
> c'e' israele noi
> >non veniamo". Atteggiamento estremamente maturo, tipico di
> chi non vede
> >l'ora di sedersi al tavolo delle trattative per risolvere il
> problema. Gli
> >altri paesi partecipanti, per tutta risposta, invece di
> prendere i libanesi
> >a sveglie dietro le orecchie e trascinarli al tavolo volenti
> o nolenti, che
> >cosa hanno deciso? "va bene, non invitiamo israele". Con chi
> lo vogliamo
> >discutere il problema libano-israele, con il governo di zanziabar?
> >
> >Tra coloro che leggono questa email c'e' chi ha studiato
> alla scuola per
> >diplomatici. Una domanda, e' questo che insegnano li'?
> >
> >E qualcuno mi sa dire come mai, quando alla stessa
> conferenza di roma, il
> >rappresentante libanese ha accusato israele di occupare il
> suo territorio
> >indicando una zona molto precisa, khofi annan, segretario
> generale di quello
> >stesso onu che con una risoluzione ha riconosciuto ad
> israele la sovranita'
> >su quella zona, non ha detto una parola?
> >
> >Ho visto paesi come siria e iran rifornire di missili i guerriglieri
> >hizballah. Ancora una volta nessuno (sempre a parte i soliti
> USA) si e'
> >chiesto se forse il problema e' un po' piu' grande di quei
> pochi chilometri
> >di confine. Nessuno e' arrivato alla conclusione che se ci
> sono due paesi
> >che riforniscono di missili un'organizzazione che l'onu ha definito
> >terroristica, forse andrebbe fatto qualcosa.
> >
> >Ho visto prodi, il nostro primo ministro, e d'alema, il
> nostro ministro
> >degli esteri, riflettere attentamente sul conflitto e poi
> prendere una
> >decisione geniale: chiedere la mediazione dell'iran. Quello
> stesso iran che
> >nonostante tutte le proteste da parte del mondo ha deciso
> che voleva un
> >giocattolo nuovo: la bomba atomica. Quello stesso iran il
> cui presidente,
> >ahmadinejad, ha pubblicamente inneggiato alla morte degli
> ebrei ed alla
> >distruzione totale e definitiva dello stato di israele.
> >
> >Ora mi viene naturale chiedermi: e' questo il mediatore piu'
> imparziale che
> >sei risuscito a farti venire in mente? Non sarebbe il caso
> che facesse uno
> >sforzo e vi inventassi qualcos'altro? Ovviamente i batman e
> robin della
> >politica estera italiana hanno smentito. Hanno affermato che
> "hanno preso
> >contatto con il presidente iraniano, hanno discusso con lui
> la situazione in
> >medio oriente, e gli hanno chiesto di intervenire per migliorarla".
> >
> >In poche parole: hanno chiesto la mediazione dell'iran.
> >
> >Ho visto gente manifestare, e incazzarsi perche' israele
> bombarda i civili.
> >Tanto per chiarirci, gli hebollah sono civili. Non hanno un
> tesserino, non
> >hanno divise, non hanno gli anfibi tutti uguali. Il libano
> ha un esercito e
> >loro NON NE FANNO PARTE. Questo fa di loro dei civili, come
> me e voi. Questo
> >pero' non gli impedisce di essere armati, di avere bunker e campi di
> >addestramento, e soprattutto di sparare missili. Quando gli
> hizballah si
> >nascondono, usano edifici che per forza di cose non sono
> basi militari,
> >perche' ovviamente non fanno parte dell'esercito. Sono
> edifici civili.
> >Edifici civili pieni di hizballah armati. Quando isralele
> glie li butta giu'
> >il mondo grida che israele colpisce i civili. Che cazzo devono fare,
> >mettersi seduti la fuori e aspettare che escono a comprare
> le sigarette?
> >
> >Ho visto un sacco di cose brutte. Ho visto che la gente non
> dorme la notte
> >per lo scoppio dei missili fuori da casa. La gente rinchiusa
> nei rifugi per
> >giorni. Famiglie costrette a lasciare le loro case per paura
> dei missili,
> >senza sapere quando torneranno, ma senza chiedere al governo
> di finire in
> >fretta. Va fatto quel che va fatto per vivere sicuri, senza
> la minaccia dei
> >missili dall'altra parte del confine.
> >
> >
> >
> >Come succede in questi casi pero', ho visto anche tante cose
> belle. Prima
> >fra tutti la solidarieta' della gente. Ogni persona, nel suo
> piccolo qui, si
> >impegna per poter fare la differenza.
> >
> >Un numero inimmaginabile di famiglie hanno non solo dato la
> disponibiliita',
> >ma addirittura richiesto di ospitare chi e' scappato dal
> nord. Famiglie che
> >accolgono estranei nelle loro case consapevoli che c'e'
> qualcosa di piu'
> >importante della loro privacy. Ognuno che abbia un buco libero offre
> >ospitalita'. Un mio amico ha tre appartamenti che affitta
> come bed and
> >brekfast. In questo momento sono sfitti, ma pieni di gente
> che ha dovuto
> >lasciare la sua casa al nord. Costantemente ci sono annunci
> di gente che e'
> >pronta ad aiutare. Al telegiornale passano in
> sovraimpressione i numeri di
> >chi offre ospitalita', c'e' un sito interet dove la gente
> offre passaggi da
> >e per il nord a chi ne ha bisogno, ragazze del nord scappate
> qui al centro
> >che si offrono di fare le babysitter gratuitamente ai
> bambini delle famiglie
> >evacuate, e tante altre piccole cose.
> >
> >Quello che pero' sorprende, e' che anche le societa' non si
> tirano indietro.
> >
> >Le palestra mandano i messaggini ai soci, informandoli che
> se ospitano
> >qualcuno dal nord, possono portarlo ad allenarsi gratis.
> >
> >Pelefon, l'operatore dei cellulari, fa vedere i telegiornali
> gratis con
> >l'umts.
> >
> >Cellcom, l'altro operatore, ha qualche casino con le sue reti. Questo
> >perche' i tecnici e gli elettricisti della societa' la
> mattina vengono
> >caricati sui pullman e vengono portati al nord, a riparare i
> danni nelle
> >case e nei quartieri colpiti dai missili. Il tutto ovviamente gratis.
> >
> >Bank hapoalim manda camion pieni di regali ai soldati al
> confine. Isracart,
> >l'equivalente di cartasi, il circuito che racchiude le
> maggiori carte di
> >credito qui in israele ha fatto le pubblicita' dicendo che i
> residenti del
> >nord, se vogliono, possono rimandare di un mese il pagamento
> della loro
> >carta di credito senza interessi.
> >
> >Elite, fabbrica di dolci, ha aperto un sito dove si possono mandare i
> >ringraziamenti ai soldati che in questo momento sono al
> confine. I messaggi
> >vengono mandati ai soldati insieme ad una tavoletta di cioccolata.
> >
> >I supermercati organizzano spedizioni di cibo al nord. Una
> fabbrica di
> >frigoriferi fa sconti assurdi a chi compra un frigo nuovo
> dando indietro il
> >vecchio. Ovviamente quello vecchio viene mandato al nord a
> spese della
> >societa' per chi ne ha bisogno.
> >
> >Di esempi come questo ce ne sono senza fine, ma credo che vi
> siate fatti
> >un'idea abbastanza chiara.
> >
> >Ci sono alcuni di voi, tra quelli che leggeranno questa email, che
> >quest'estate avevano prenotato un biglietto aereo per venire
> qui in israele.
> >Alcuni di voi hanno annullato la prenotazione. Non mi sento
> di giudicare ne
> >di biasimare nessuno di questi. Quello che vi chiedo pero'
> e' di pensarci un
> >attimo, e riflettere su quello che succede qui. Di
> riflettere sulla base del
> >poco che vi ho raccontato, su quanto e' importante per gli
> israeliani sapere
> >che c'e' qualcuno a cui importa. Sapere che non sono da soli.
> >
> >Se volevate andare in venezuela, alle maldive o a riccione
> sono contento per
> >voi. Se volevate venire qui, per favore, non cambiate idea.
> >
> >Vorrei chiedere una cosa a tutti quelli che sono arrivati
> alla fine di
> >questa lunga (si, va bene, mi sto scusando...) email.
> >
> >Se siete d'accordo con quello che ho scritto, o se per lo
> meno non avete
> >niente da obbiettare, vi chiedo di farla girare. Mandatela a
> chi volete,
> >specialmente se pensate che abbia bisogno di qualche
> chiarimento su quello
> >che succede qui. Sapere le cose e' il primo passo per migliorarle.
> >
> >Ovviamente qualsiasi commento, domanda o critica a quello
> che avete letto
> >fin'ora, e' benvenuto.
> >
> >Vi ringrazio per la vostra attenzione.





permalink | inviato da il 9/8/2006 alle 18:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


3 febbraio 2006


Mondo Precario

Ormai la ricerca di lavoro è diventata un'attività di puro sollazzo. Un'agenzia di marketing e comunicazione mi recapita il seguente:

" Azienda di mktg, comunicazione e pubblicità. Editore di una testata nazionale bimestrale di cultura, viaggi e professione per farmacisti.
Cerca:
Persona dinamica e con spiccate doti telefoniche e di pr, in grado di relazionarsi con resp.mktg delle aziende,curare sia i contenuti gionalistici della sezione scelta(es.viaggi, beautyfarm,formazione,prodotti,cosmesi), sia del sostegno economico della stessa (con la racc.pubblicitaria)."


se volete vi lavo anche la macchina e vi tengo i bambini. Le lasagne vi piacciono o preferite una bistecca?. I panni sono ancora da stirare ma aspetto che finsca la 7^ lavatrice. ottimizzo da quando ho imparato l'MBO (Management by objectives).




permalink | inviato da il 3/2/2006 alle 10:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


19 gennaio 2006


vigliaccheria politica

Sarà sfuggito ai più ma questo blog è in silenzio dal 23 dicembre. Fasti natalizi a parte il mutismo ha le sue ragioni in un atto di estrema vigliaccheria politica. Alla vigilia delle elezioni il caso UNIPOL mi ha lasciato senza parole. A stento fatico a non trasformare queste colonne in un' interminabile invettiva contro la dirigenza della sinistra che non riesco a vedere seppellita negli scantinati, non dico della storia ma della bassa cronaca rosa o nera ma il caso consorte, D'Alema, Fassino, Fiorani, Fazio e furbetti del quartierino in genere mi ha ridotto al silenzio più totale. Invito solo tutti a leggersi le inchieste di una volta del Diario di Enrco Deaglio, in attesa che ritorni la voce. 




permalink | inviato da il 19/1/2006 alle 11:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


12 dicembre 2005


Il Genio Palindromo

Il genio palindromo di un anonimo scrittore ballonzola tra le caselle di posta elettronica di mezza rete. copio e incollo lo straordinario proclama politico: provate a legerlo dall'alto verso il basso e dal basso verso l'altro. Le due facce della medaglia politica si svelano solo cambiando un punto di vista. Decidete poi da che parte stare.

>Nel nostro partito politico manteniamo le promesse.
>
> Solo gli imbecilli possono credere che
>
> non lotteremo contro la corruzione.
>
> Perché se c'e qualcosa di sicuro per noi è che
>
> l'onestà e la trasparenza sono fondamentali
>
> per raggiungere i nostri ideali.
>
> Dimostreremo che è una grande stupidità credere che
>
> la mafia continuerà a far parte del nostro governo come in passato.
>
> Assicuriamo senza dubbio che
>
> la giustizia sociale sarà il fine principale del nostro mandato.
>
> Nonostante questo, c'è gente stupida che ancora pensa che
>
> si possa continuare a governare con i trucchi della vecchia politica.
>
> Quando assumeremo il potere, faremo il possibile affinché
>
> finiscano le situazioni di privilegio.
>
> Non permetteremo in nessun modo che
>
> i nostri bambini muoiano di fame.
>
> Compiremo i nostri propositi nonostante
>
> le risorse economiche siano esaurite.
>
> Eserciteremo il potere fino a che
>
> Si capisca da ora che
>
> Siamo il partito di FORZA ITALIA, la nuova politica
>
>
>
>
> "Ora provate a rileggere il tutto al contrario,
>
> leggete dal basso verso l'alto riga per riga..."




permalink | inviato da il 12/12/2005 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


17 novembre 2005


FAlluja


fonte : http://www.uruknet.info/?p=17910&hd=0&size=1&l=x

Non esistono parole per descrivere il sentimento di un comune mortale italiano e occidentale, dotato non dico di intelligenza ma almeno di un minimo di sensibilità e coscienza dello stare al mondo, per commentare le notizie che arrivano da Falluja. Rainews 24 fa uno scoop, ripreso dalla BBC e dagli altri super media mondiali, la stampa italiana balbetta in materia ma quello che conta realmente sono le immagini che chi ha il coraggio può guardare.
Guardare e non commentare semplicemente perchè non ci sono parole.
Sono stato tra quelli che, pur contrari alla guerra in IRAQ, una volta decisa la partecipazione per un pò si è convinto che il ritiro delle truppe italiane non avesse senso, e lo devo aver scritto da qualche parte nel mare magnum di internet. Sono tra quelli convinti che in efetti in occidente non si sia percepito realmente il pericolo terrorismo e ci si comporti in maniera schizofrenica cercando di dare un colpo al cerchio della realpolitik e uno alla botte del pacifismo francescano.
Mettendo in fila però i fatti rilevanti e le cifre di questa politica internazionale i conti non tornano.
Si va in guerra per impedire ad un dittatore di sviluppare e utilizzare armi di distruzione di massa. Si scopre che è tutta una balla colossale costata intanto le vite a migliaia di persone. Le si uccide con il fosforo bianco, armma chimica, per taluni convenzionale, per talaltri non convenzionale ma di fatto di distruzione di massa. Si nega l'uso e poi si ritratta, si ammette candidamente e si cambia canale in attesa di altre rivelazioni shock in una specie di tragica fiction. Ad Abu Grahib si tortura in maniera barbara ma occidentale con l'avallo dell'ONU che nel frattempo scambiano milioni di euro, petrolio e cibo sulla pelle degli stessi che vengono sterminati etc.. il tutto per esportare democrazia e far prevalere la superiorità morale, civile e culturale dell'occidente contro la barbarie sunnita, sciita, salafita, wahhabita.
Ed io ho davanti agli occhi sempre la stessa foto. Lo scheletro ben vestito di una bimba che si è visto piovere la morte dal cielo come un punizione divina. Quale Dio sia stano non importa infondo.
E penso che i fatti non contano più e no devono contare più. non serve più concatenarli, analizzarli per capire semplicemente perchè di umano, politico, degno in questa vicenda non c'è più niente. E non so come potrò spiegarlo a mio figlio quando sarà grande.
Penso anche che non ho scelta se non essere complice passivo di tutto questo massacro morale, spirituale perchè la mia, ormai è un' anima globalizzata, mediatizzata, scambiata sui mercati internazionali che riposa in pace nelle reti telematiche fino a quando un kamikaze verrà, un giorno a riportarla a contatto con la nuda terra. Fredda.
Penso nel frattempo a scavere nella memoria recente per capire come si sia potuti arivare a tutto ciò così. Mi i miene in mente un fatto in fondo pocro rilevante ma significativo. Quasi da far ridere. Bill Clinton, predecessore del Carnefice e alieno George W. Bush è statoprocesato dal Congresso per aver fatto sesso orale nella sala ovale. Ha mentito alla nazione sulle sue debolezze di uomo dell'Arkansas sensibile ai feroromoni. Chimica anche quella a rishio di creazione di individuo e non di massa ma immorale e fedigrafa. George W. Bush ed il coro dei leader occidentali no. Retti dalla loro fedeltà coniugale commettono omicidi di massa ma la nazione li perdona non richiede ne impechment ne dimissioni come se la guerra non fosse una minaccia per tutti. Chi riesce a trovarci della relapolitik in questo? Penso e guardo la foto. Guardatela anche voi.




permalink | inviato da il 17/11/2005 alle 13:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


10 novembre 2005


Mondo Google

non sono impazzito ne ho deciso di trasformare il blog in una fonte di guadagno. Da qualche giorno sono apparso alcuni banner, (che mi hanno fruttato la bellezza di 0,003 centesimi) per diverse ragioni. Prove tecniche di gestione di campagne pubblicitarie su internet che devo affrontare per lavoro ma soprattutto supporto a quelle aziende e quelle organizzazioni che secondo me sostendono un ruolo fondamentamentale e necessario nell'innovazione e nell apromozione sociale. Google è la prima in assoluto. L'ho usato come motore di ricerca ma grazie ad un articolo letto su punto informatico mi sono incuriosito e sono andato a frugare tra le pagine interne. Ho scoperto un mondo. Google Earth, google maps, google desktop etc... sono software straodinari, nati da idee straordinarie e che stano cambiando il modo di utilizzare il computer, internet e di partecipare alla cittadinananza internettiana. La stessa cosa vale per Skype. Ecco allora i banner e il sostegno alla diffusione di strumenti utili alla comunicazione al lavoro e chissà a cos'altro. E' si, perchè le possibili implicazioni e modi di uso dei suddetti pezzi di software lasciano spazio alla fantasia e ogni giorno, qulach smanettone ne tira fuori uno nuovo. Basta frugare tra blog, forum e newsgorup sul tema. Quindi ecco i banner.




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27 ottobre 2005


La strategia della bassa tensione

Ci risiamo. Come al solito. Alla vigilia delle elezioni che la sinistra può solo che perdere, incappucciati, resistenti, nani e ballerine tornano ad infestare i cortei, lanciano sassi, aggrediscono e picchiano. Colpa della polizia, c'è chi dice, la Santanchè ci ha provocati. Sarà anche cos'ì, non mi stupisce. Furbi a caderci. Pacifisti, no global, figli dei fiorni tutti radunati a protestare fanno più danni che altro però. Possibile che la sinnistra sia e continui ad essere autolesionista?. Mi chiedo una cosa semplice. Perchè, tra tutti i simboli che si possono scegliere, i movimenti scelgono sempre quelli violenti?. Sub Comandante Marcos, Che Guevara, sono grandissimi personaggi e nobilissime sono le loro cause. ma hanno un senso di esistere nei contesti storici e geografici dove sono nati. non qui, oggi, in questa Italia. Protestiamo, facciamo marce della pace come è giusto che sia ma perchè non proviamo una volta nuovi simoboli nuove parole. Una bella effigie del Mahatma Gandhi e la resistenza passiva contro ogni provocazione sarebbe più utile. Un modello di conflitto diverso ma potentissimo e più coerente. Sembra invece che il gusto per la strategia della tensione (bassa si, ma tensione) non passi ne a destra ne a sinistra. E studenti, ragazzi ci cascano ogni volta. I coreti si popolano di "studenti" cinquantenni ex autonomia operaia, quarta internazionale, lotta continua, potere operai, neo no global,  etc.. e svogano una rabbia legittima in maniera puerile e banalmente criminale. Il gusto di sfasciare tutto anche quello che di buono si sta costruendo per tornare al governo di un paese che sta finendo a rotoli e che rischiamo di regalare di nuovo a novelli Berlusconi. E allora dai con le sassate Cofferati, ai poliziotti, sassate anni settanta che rischiano di farci rimanere agli anni settanta e dai, ancora con la dietrologia, la retorica anti regime per farsi strumentalizzare e manipolare da chi, poi? Da La Russa e dalla Santanché. Complimenti. Hata la derrota. Siempre!




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18 ottobre 2005


Oggi voglio illudermi

Oggi, non lo faccio  mai, voglio illudermi e abbandonarmi alla speranza. La speranza che da un fatto, in fondo banale ma nuovo, si possa cominciare da capo. Voglio sperare che sia un giorno di festa, nel quale vede la luce un lungo periodo di rinascita; non solo economica ma morale e culturale. il primo di molti giorni in cui si costruirà qualcosa di nuovo per un paese nuovo. Giorni in cui ogni azione per la quale siamo chiamati a dare il nostro consenso avrà una valenza per un numero maggiore di 10 persone. Giorni in cui gli eventi siano così grandi e forti da trascinare le persone in strada, per partecipare a qualcosa se non di grande, almeno di  normale e giusto. Qualcosa che possa tranquillamente raccontare ai miei figli con entusiamo e un po di nostalgia quando sarò anziano. Per potergli dire un giorno: lo abbiamo fatto per voi, miglioratelo.  Voglio illudermi di essere finalmente alla fine di un  lungo inverno e godermi il primo giorno di una interminabile primavera politica. Voglio illudermi che, da ultimo, finalmente, un professore dall'aria bonaria e che non brilla per carisma, sappia comunque vedere con i suoi occhialoni quadrati cosa c'è dietro un paese che non riconosco più, in un tempo che non seguo più, in un mondo che capisco più. Voglio illudermi, perchè domenica, non ho potuto votare ma lo avrei voluto fare, avrei voluto uscire di casa e per l'ennesima volta, l'ultima e votare sulla fiducia, senza sapere nulla di un programma, sperando che il Professore, questa volta non si riveli un politico ma uno statista. Non la usa pù nessuno questa parola, troppo grande per i tempi che corrono, troppo rischiosa. Voglio illudermi che un uomo timido, per niente telegenico, mediaticamente noioso, si la più bella sorpresa per i prossimi anni. Perchè oggi sperare è tutto quello che ci resta, prima che tutto finisca nel buio più nero della notte della politica.




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14 ottobre 2005


Campagne

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7 ottobre 2005


Wikipedia e la cultura dal basso.

Qaulche tempo fa blateravo su infocity e su questo blog di wikipedia e wiki news. Trovo il progetto, eccezionale mi veniva solo da chedere se la scrittura collaborativa e il processo di formazione distribuito non avesse il limite di diventare autorefenziale. Qualche giorno dopo imbeccato da un'invettiva di Beppe Grillo scopro che su Civiltà Cattolica, Padre Spadaro, sosteneva, in maniera molto più erudita della mia ovviamente, una tesi simile. Mettendoci un carico da 11sopra e paventando il relativismo culturale dei contenuti del WIki, l'assenza di verificabilità delle fonti e la mancanza di un comitato scientifico che desse autorità alle parole scirtte in libertà. Mi sono spaventato. Che stia regredendo definitivamente allo stato di servo della gleba del potere mediatico? Oggi, scopro che sul tema si è scatenato un bel dibattito, culminato in un batti e ribatti su Repubblica Radio (ecco il podcast). ssul tema ha scirtto anche un articolo (.pdf) interessante Giuseppe  Granieri, autore di libri e guru del modo dei Blog. Ancora non sono riuscito a farmi un'idea precisa in materia mi limito solo a notare come a distanza di giorni e in maiera del tutto casuale, il dibattito è rimbalzato nel mio PC grazie ad una serie di strumenti, tutti gratuiti ed accessibili, aggiungendo un mattonciono a pensieri razzolanti qua e la nella mia mente. Forse  è una prova che la minaccia di relativismo culturale e autoreferenzialità (o autorità-refenzilità) sta più nei comitati scinetifici che non nel sapere distribuito e condiviso.




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